26 Giu Caserta, la città offesa
Caserta, 26.06.2025 di Annibale Bologna
Dopo qualche tempo, iniziamo nuovamente a focalizzare la nostra attenzione sullo stato della vivibilità in Città ed, in particolare, sul modo in cui parte dei cittadini (piccola per fortuna) si rapporta allo stato dei luoghi.
Fa male tornare sull’argomento ma, evidentemente, un distorto modo di intendere decoro e vivibilità della città, due elementi inscindibili tra di loro, si rivelano elementi desueti dal vocabolario di alcuni.
Ma sono proprio costoro a rendere complicata, ai piu’, la vita quotidiana in città che, non dimentichiamolo, e’ ancora saldamente ancorata agli ultimi posti nella classifica relativa alla qualità della vita’ tra i capoluoghi d’italia.
Stamattina, il viandante che si incamminava in alcune delle strade centrali della Città, aveva modo di ammirare tante “vere bellezze” costituite da rifiuti ammassati in malo modo ed esaltati da raggi solari che impietosamente contribuivano a rendere ancor meno respirabile l’aria circostante.
Percorrendo Via Grafaer, nei pressi dell’edificio del Giudice di Pace, ci si imbatte in sacchi di immondizia accatastati da mani ignote su un’ampia area che dovrebbe essere utilizzata in via esclusiva come marciapiede, ossia a luogo deputato all’esclusivo transito dei pedoni.
Non cambia la situazione nello slargo di via Sant’Augusto Vescovo di Caserta, nei pressi del centro commerciale Lidl. In loco, danno il meglio di se (si fa per dire) sacchi di immondizia misti a blocchi di pietra tufacea di ignota provenienza.
Persino in via De Renzis, in prossimità del Cimitero, mani ignobili in quanto non rispettose nemmeno dei propri defunti, hanno posizionato in bella evidenza fusti vuoti di vernice accanto a buste dall’ignoto contenuto nonché plastica di ampio spessore.

Per quanto sopra, e’ doveroso sottolineare che se alla mancata cura prestata da chi e’ deputato allo spazzamento delle strade cittadine si aggiunge il disprezzo per l’ambiente posto in essere da parte di alcuni, la frittata e’ fatta alla perfezione, con gli evidenti risultati sotto gli occhi di tutti.
E per la Citta’ della Reggia quanto sopra rappresentato non costituisce un buon biglietto da visita. Anzi, dal punto di vista turistico l’effetto è micidiale con un danno d’immagine irreversibile.