24 Ott Sguardi sull’architettura, sulla produzione serica e sul territorio. Dal Belvedere di San Leucio agli USA: l’indissolubile legame con Richard Plunz.
Incontro a San Leucio con lo storico ed architetto della Columbia University: al centro del dibattito la sinergia tra la comunità leuciana, la valorizzazione dell’eccellenza tessile e la necessità di una rete internazionale di finanziamenti.
Caserta/San Leucio, di Annibale Bologna – Un filo rosso che parte dagli anni ’70 e continua ad unire la ricerca accademica d’oltreoceano alla storia e all’identità di San Leucio. Si è svolto questa mattina, 24 ottobre 2026, presso la sede della PROLOCO di San Leucio, un intenso momento di confronto tra la cittadinanza e l’architetto, storico e docente statunitense Richard Plunz, già presidente della Divisione di Architettura e del Programma di Progettazione Urbana alla Columbia University.

Plunz, figura di rilievo internazionale nel campo dell’urbanistica e della storia dell’architettura, vanta un profondo legame con il territorio casertano. Fu proprio lui, agli inizi degli anni settanta, a guidare un’importante campagna di studi e ricerche sulla storia e la realtà contemporanea caratterizzante il borgo di San Leucio insieme agli studenti della Pennsylvania State University. Un lavoro di indagine scientifica e umana la cui eredità fu già solennemente celebrata a Caserta nell’ottobre del 2023 nella Sala Ferdinando di Borbone sita all’interno dell Belvedere, in un evento che vide la partecipazione di storici, ex studenti statunitensi, di esperti e dell’intera comunità leuciana.
Comunità e Belvedere: una collaborazione da rigenerare

L’incontro di questa mattina, pur svolgendosi in un clima informale e di cordiale dialogo, ha visto la partecipazione attiva delle principali organizzazioni territoriali che da sempre custodiscono e promuovono l’identità leuciana. Presenti : Domenico Villano ( presidente della Pro Loco), Anna Ommeniello (presidente del Corteo Storico) e Lucio Carnevale (presidente del Circolo Sociale San Leucio).

Dinanzi a una folta platea, il dibattito si è concentrato sull’attuale e complesso rapporto tra la comunità locale e la direzione del Belvedere. È emersa chiaramente la fotografia di un legame che oggi viaggia “ad intermittenza”: una discontinuità determinata sia da incomprensibili vincoli e limiti burocratici nel cui ambito opera l’attuale direzione del Belvedere, sia da reali limitazioni di azione in capo alle tre associazioni territoriali.
Attrarre fondi privati e formare i giovani: la ricetta per il futuro.

Durante la discussione, Richard Plunz ha sottolineato come oltreoceano — tra istituzioni scientifiche, uomini di cultura e fondazioni americane — a distanza di ben cinquanta anni sia ancora fortissimo l’interesse nei confronti del modello e della storia di San Leucio. Tuttavia, affinché questa straordinaria eccellenza non rimanga un mero ricordo del passato ma continui concretamente a vivere, si rende necessario un cambio di passo strategico.
Dalle testimonianze emerse in sala — tra cui il richiamo al valore dei saperi artigianali e dell’insegnamento della tessitura — è stata ribadita l’urgenza di riattivare corsi formativi finalizzati a creare nuovi e competenti operatori del settore e, soprattutto, di fare rete anche con le università internazionali al fine di trasmettere queste competenze nuove e compe
tenti generazioni.
«I finanziamenti europei sono senza dubbio un ausilio fondamentale,» è stato evidenziato nel corso dei lavori, «ma oggi la competizione nazionale su questi temi è altissima. Per far sì che un’eccellenza come San Leucio continui a prosperare, è indispensabile innescare sinergie ad ampio raggio e attrarre risorse e finanziamenti privati specifici, valorizzando appieno la voce e la memoria di chi questo territorio lo vive e lo conosce davvero.»
Un messaggio chiaro che riapre una strada fondamentale: trasformare la gloriosa memoria di San Leucio in un progetto di sviluppo culturale ed economico aperto al mondo.
Ha concluso i lavori l’ex assessore comunale Ciro Carnevale che ha ripercorso, con dovizia di particolari, il rapporto tra la politica locale ed il complesso del Belvedere suscitando non pochi interrogativi tra l’interessato ed attento pubblico presente.