17 Ott San Leucio: la “sfida” dell’imprenditore Menniti.
Rilancio di San Leucio tra memoria, seta e moda: vera sfida per l’imprenditoria locale
CASERTA – Un filo di seta che unisce il glorioso passato borbonico di San Leucio al futuro della moda e della valorizzazione culturale. È questo il cuore del nuovo progetto firmato dall’imprenditore Giuseppe Menniti (già attivo nel settore dell’abbigliamento insieme a figure come Arnaldo De Blasi e Barbuti), accolto con entusiasmo anche dal mondo imprenditoriale del territorio.

A fare da cassa di risonanza alla visione di Menniti è l’imprenditrice leuciana Annamaria Alois, figura di spicco e testimone storica della tradizione serica locale che, intervistata da questo giornale ha espresso pieno sostegno nonché speranza per questa nuova iniziativa.
Un’eredità d’eccellenza: la donna al centro
Il progetto si fonda sullo studio approfondito del celebre Codice di Leggi Leuciano, voluto sul finire del Settecento da re Ferdinando IV di Borbone. Un testo all’avanguardia che sanciva, già all’epoca, la parità di genere e i diritti delle lavoratrici della seta.

Da questo contesto nasce il concept “Heritage San Leucio” : una linea di abiti e accessori — tra cui foulard e veli di seta — pensata per una donna elegante e di classe, declinata attraverso un tema inedito interamente dedicato a San Leucio.
«Ben venga questa iniziativa – ha commentato Annamaria Alois – poiché porterà sicuramente visibilità a un luogo a cui noi locali teniamo tantissimo. Da leuciana “doc” ricordo che nel Belvedere andavamo a giocare anche quando unica presenza era quella di macerie e rovi. Pertanto, a mio avviso, San Leucio doveva essere valorizzata molto prima».
Gli errori del passato e le prospettive di riscatto
L’intervista è stata anche l’occasione per una riflessione critica sull’evoluzione industriale del Borgo serico. Secondo l’imprenditrice, in passato i setifici locali hanno lavorato a pieno ritmo ma producendo prevalentemente per conto terzi — per marchi blasonati come Rubelli o Bevilacqua — senza investire in una propria strategia di marketing e di brand aziendale.

La tentazione successiva di competere sui grandi numeri con i mercati esteri (Spagna, Turchia, Cina, India) si è rivelata un boomerang. «Noi dovevamo restare piccoli – sottolinea Alois – preservando l’artigianalità storica di famiglia e la dimensione locale, anziché cercare i grandi volumi. Ma oggi realtà come quella di Menniti aprono alla speranza, al sogno e alla vitalità».

L’appello alle istituzioni
Oltre al connubio tra imprenditoria illuminata e visione culturale, emerge la necessità di un maggior sostegno da parte degli Enti territoriali e della Regione Campania, affinché il Borgo di San Leucio ottenga la vetrina internazionale che merita.
Un segnale forte di ripartenza che dimostra come, attraverso il coraggio di guardare avanti senza dimenticare le proprie radici, il sito reale casertano e la sua secolare tradizione della seta possono continuare a rappresentare un’eccellenza unica al mondo.
La riflessione dell’attore – regista Massimiliano Gallo.
Presente all’inaugurazione Massimiliano Gallo, eccelso interprete delle serie TV l’Avvocato Malinconico e di Imma Tataranni.
Gallo, parlando delle bellezze del territorio, ha con forza evidenziato che bisogna essere a fianco di imprenditori illuminati come Menniti. Ha evidenziato come la sua presenza in questa importante serata deve essere intesa quale contributo, non casuale, del mondo artistico campano: pertanto ha scelto di esserci similmente a quanto accaduto per la direzione di Settembre al Borgo in cui l’amore per Caserta è stato il frutto di una scelta consapevole, sia pur caratterizzata da difficoltà economiche ma convinta.
Ha evidenziato come San Leucio ed il suo Belvedere siano, allo stato,
uno dei fiori all’occhiello del territorio campano, potendo contare anche su un’imprenditoria, come nel caso di Menniti, che si ostina a credere ancora in determinati valori, similmente a quanto accaduto, nel suo caso, per Settembre al Borgo.