08 Set Le denunce dei cittadini di San Clemente mostrano una realtà inaccettabile.
COMUNICATO STAMPA.
Le immagini diffuse nelle ultime ore dalla stampa locale e le denunce dei cittadini di San Clemente mostrano una realtà inaccettabile: una cappa di polveri è tornata a posarsi su case, balconi e strade della frazione. La versione ufficiale vorrebbe che la vicenda dell’ex Cava e del Cementificio Moccia sia consegnata al passato, con un’attività estrattiva esaurita e impianti industriali ormai fermi. Se la produzione del cemento appartiene agli archivi, quanto si consuma nei piazzali del sito è un presente fin troppo concreto. Solleciti di particolato di questa entità non si generano per caso. Come del resto già evidenziato dalla stampa e richiamato più volte dal collega Paolo Santonastaso, la problematica è palese e non richiede ulteriori attese: occorre chiarire senza indugio chi stia movimentando o stoccando inerti in quell’area, a quale titolo e per quale ragione si continui a tollerare la movimentazione di materiali senza l’adozione dei presidi minimi di mitigazione previsti dalle normative ambientali. Lo scorso 12 febbraio la Commissione Straordinaria ha emanato l’Ordinanza n. 8 per ordinare la messa in sicurezza delle strutture degradate del plesso dismesso. I provvedimenti d’autorità rischiano tuttavia di svanire nell’astrattezza se non trovano immediato riscontro nella verifica dei luoghi. La Gestione Straordinaria ha il dovere istituzionale di disporre ad horas un sopralluogo della Polizia Municipale e sollecitare un’ispezione congiunta con ARPAC e NOE per un controllo sistematico sui piazzali. San Clemente non può essere rubricata a margine sacrificabile del territorio comunale. Occorrono determinazioni d’imperio per inibire ogni operazione non conforme, accertare i profili di responsabilità e ripristinare il rigore dei controlli: la vivibilità di un quartiere e la dignità dei suoi residenti non ammettono ulteriori dilazioni.
Ecco di seguito la Nota indirizzata ai Commissari Straordinari del Comune di Caserta
Illustri Signori Commissari Straordinari, desidero sottoporre alla Vostra attenzione la delicata situazione che continua a interessare la frazione di San Clemente, oggetto anche nelle ultime ore di accorate segnalazioni da parte della comunità locale e di documentati reportages sulla stampa cittadina. La persistente presenza di dense cappe di polvere e la loro ricaduta sui contesti abitativi e sulla viabilità del quartiere generano fondata e crescente preoccupazione tra i residenti. È noto che l’area dell’ex Cava e del Cementificio Moccia afferisce a un compendio la cui originaria attività estrattiva ed industriale risulta da tempo conclusa. Tuttavia, i phenomena di sollevamento e dispersione atmosferica di particolato che continuano a registrarsi testimoniano il permanere di criticità operative e ambientali nei piazzali del sito. È verosimile che la movimentazione, lo stoccaggio o il transito di materiali inerti, qualora eseguiti in assenza o con insufficiente adozione dei presidi di abbattimento e mitigazione mediante bagnatura dei suoli, continuino a produrre tali effetti sulla frazione. Alla luce di quanto premesso, pur prendendo atto di come la vicenda sia stata già oggetto di segnalazioni da parte dell’avv Paolo Santonastaso,attuale segretario cittadino di FdI, ritengo indilazionabile un intervento istituzionale organico e incisivo. Richiamo pertanto lo spirito dell’Ordinanza n. 8 emanata da codesta Gestione Straordinaria lo scorso 12 febbraio per la messa in sicurezza e il controllo delle strutture del plesso, ritenendo auspicabile un Vostro tempestivo intervento orientato a: disporre un idoneo sopralluogo ad horas da parte del Comando di Polizia Locale, volto a verificare le lavorazioni, i passaggi di mezzi e le attività attualmente in corso sui piazzali dell’ex cava e dello stabilimento dismesso; sollecitare l’attivazione di un tavolo di verifica congiunto con l’ARPAC ed il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, finalizzato al monitoraggio analitico della qualità dell’aria e all’accertamento del rigoroso rispetto delle prescrizioni ambientali previste dalla normativa vigente; verificare lo stato di avanzamento e l’effettiva esecuzione degli adempimenti prescritti in materia di messa in sicurezza, messa in pristino e ripristino ambientale dell’intero compendio. Certo che codesta Commissione Straordinaria condividerà l’opportunità di adottare ogni misura utile a tutela della vivibilità di San Clemente, confermo la più ampia disponibilità a collaborare per favorire un rapido e risolutivo ripristino della legalità e della serenità per i cittadini interessati.
Avvocato Pasquale Napoletano