Radici Casertane | “Un istante dalla Libertà”: Vincenzio Russo visto dallo scrittore Giuseppe Malinconico.
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“Un istante dalla Libertà”: Vincenzio Russo visto dallo scrittore Giuseppe Malinconico.

“Un istante dalla Libertà”: Vincenzio Russo visto dallo scrittore Giuseppe Malinconico.

Caserta 25.08.2026, di Annibale Bologna
Lo scrittore Giuseppe Malinconico, classe 1960 con residenza a Caserta, dopo le sue ultime fatiche letterarie “Tumbleweed” ed “Il Miracolo dell’Amore”, entrambi del 2024 edite da “Melagrana”, nel nuovo romanzo “UN ISTANTE DALLA LIBERTÀ”, scritto con grande intensità, tratta della figura di Vincenzio Russo, patriota della Repubblica Napoletana, condannato a morte a soli 29 anni.
Dagli anni del seminario alla rivoluzione partenopea, Russo si distinse per passione e coraggio, scegliendo di lottare per gli ultimi sino all’estremo sacrificio in nome della Giustizia Sociale e morendo, ghigliottinato, a soli 29 anni.
Intervistato da chi scrive, l’autore definisce il suo ultimo scritto quale romanzo autobiografico di Vincenzio Russo, caratterizzato da lievi tratti di fantasia, tratto dall’appassionata storia di questo giovane napoletano. Lo scrittore evidenzia come il romanzo si fondi, però, su dati storici e documentati che ancora si conservano soprattutto a Palma Campania, sua città di origine.
Con Eleonora Pimentel de Fonseca, Vincenzo Cuoco e Gennaro Serra di Cassano, il protagonista del romanzo fu uno degli intellettuali che confidò ardentemente nell’efficacia risolutiva del vento di libertà determinato dagli ideali propri della Rivoluzione Francese che, viceversa, si spense a causa dell’autodifesa del regime Borbonico.
Piuttosto che presentare il Vincenzio Russo quale semplice martire della Rivoluzione napoletana, Malinconico scava nell’intimo del protagonista partendo dalla genesi, ossia dai suoi studi che lo portarono a laurearsi a soli venti anni, spinto proprio dagli ideali di Libertà che lo spingevano ad affermarli.
Afferma lo scrittore che il “gioco”, nel suo libro, consiste nel rivedere il percorso del Russo che va dai suoi studi, all’esperienza presso il Seminario di Nola, alle pratiche di vita culturale acquisite successivamente in Napoli (dalla laurea in Giurisprudenza alle approfondite nozioni di Medicina che fecero di lui uno dei “colti” del suo tempo). Fu esule a Roma, Genova, Milano, in Svizzera.
Malinconico prosegue e dice che “in verità ciò che mi interessava trattare nel libro era mostrare Vincenzio come un ragazzo, come un giovane che sogna un mondo diverso nel bene e nel male, nonché questa visione utopica che hanno tutti i suoi coetanei nel voler cambiare il mondo, volendo anche evidenziare la speranza di Giustizia Sociale che lo spinse, come altri giovani, all’estremo sacrificio donando la sua vita”.

Per quanto sopra esposto, aspettiamo con ansia l’uscita nelle librerie, prevista per il prossimo ottobre, di questa ultima fatica di Giuseppe Malinconico, autore di profondi testi (con “Non ti rivedrò più”) sin dal 2002 e tutti pubblicati dalle Edizioni Melagrana, con proventi di vendita destinati a sostenere, in via esclusiva, le attività della stessa Associazione Melagrana in favore dei Diritti e della Pace, con la finalità di sostenere, a livello nazionale ed internazionale, l’inclusione sociale dei soggetti più svantaggiati.

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